“Sopra ogni dolore d'ogni sventura si può riposare, fuorché sopra il pentimento. Nel pentimento non c'è riposo né pace, e perciò è la maggiore e la più acerba di tutte le disgrazie.”
“La felicità è soltanto la prima ora successiva al sollievo da un dolore molto intenso.”
“I segni della sofferenza sono più paragonabili con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Potremmo non sentirne la mancanza anche solo per un minuto l’anno, ma se succedesse non potremmo farci niente.”
“Scorrerò la sapienza intera e troverò qualcosa e la studierò a fondo, così avrò qualcosa a cui aggrapparmi quando cadrò di nuovo a pezzi.”
“In una vera notte oscura dell’anima sono sempre le tre di mattina.”
“A mano a mano che ci si innalza nella scala degli esseri, aumenta la sensibilitànervosa, aumenta cioè la capacità di soffrire. Soffrire e pensare sarebbero dunque la stessa cosa?”