Scrisse abba Agilulfo: “C’è un ugual numero di stolti a Roma e a Bisanzio. Ma gli stolti romani sono stolti e basta, quelli bizantini sono stolti che ragionano”.
“Nel vocabolario dello stupido manca il termine perché. Egli non percepisce il dubbio, non ha un sensocritico, non mostra interesse per i temi della società, semmai li strumentalizza a favore dei propri.”
“Noi siamo ridicoli, di notte tanti scemi,di giorno grandi geni.”
“Quando più esemplari della specie si uniscono, la capacità collettiva di pensiero è regolata su quella del più scemo.”
“La Seconda legge sulla fine dell’intelligenza: L’uomomoderno vive per rincretinire.”
“La persona scontenta, incattivita, aggressiva la si può placare con un po’ di attenzione, di tolleranza, di simpatia; ma provate a rabbonire l’imbecille, a trarlo dalle sue ferme, persino inflessibili convinzioni, a insinuargli, mica tanto, un dubbio: solo in apparenza spaesato, prenderà tempo per ricominciare a tessere, si fa per dire, il suo ragionamento nell’ostinataidea che a non capire siate voi, pervicacemente protesi a scaricare su di lui la vostra stessa imbecillità.”