“I computer non dovrebbero avere debolezze umane.”
“Penso che ci sia posto, sul mercato mondiale, per circa cinque computer.”
“Mio padre aveva lavorato nella stessa azienda per dodici anni. Poi lo licenziarono per sostituirlo con un computer grosso così. Fa tutto ciò che faceva mio padre, ma meglio. La cosa più deprimente è che mia madre ha abbandonato la casa e ne ha comprato uno.”
“Il computer non è in grado di trasmettervi il lato emozionale della questione. Può fornirvi la matematica, ma non le sopracciglia.”
“Sesso virtuale? Un delirio della tecnologia. Meglio la bolletta salata del 144.”
Non è il tipo di sistema operativo o di computer che si ha davanti che determina il primo passo: è la curiosità, la pazienza, la volontà di “scalare” pian piano i gradini della saggezza e scoprire ogni volta nuove informazioni.