“Definire l'uomo una bestia è adularlo: il maschio è una macchina, un vibratore ambulante.”
“È inutile dire che noi donne ci rifacciamo per piacere di più a noi stesse. Non è vero. Noi per piacere di più a noi stesse ci facciamo la carbonara, ci mangiamo dei gelati che ci cola tutto il pistacchio fin sotto il gomito...”
“Per gli uomini è diverso. Con l'età guadagnano punti. Più diventano vecchi e più migliorano. Come il dolcetto. Noi donne invece siamo più come il gorgonzola. Più diventiamo vecchie e più diventiamo grasse.”
Cari homi sapiens sapiens, state sereni e non temete. Dire una volta tanto “ti amo” non crea impotenza.
“Se vede che c’è del ciupa in arrivo, in un attimo si cala braghe e mutande fino alle caviglie. Trac. Si pela da solo come una banana. Devo ammettere che in un primo momento l’effetto è bello. Peccato però che intorno alle caviglie si formi un cocktail di mutande, jeans, scarpe e calze, tutto saldato insieme, dal quale lui non riemergerà mai più. Una specie di piedistallo. Tu resti marmorizzata a guardarlo, come l’allodola ipnotizzata dal serpente, e lui comincia a saltellare come se stesse facendo la corsa nei sacchi, o fosse un giocatore di Subbuteo. Passa da superfigo a supercretino in un nanosecondo.”
“Si tratta della classica sindrome del seme di pomodoro. Ciò che diventano gli uomini quando cominciano a sentirsi legati. Piccoli, poco nutrienti, pelosetti e scivolosi. Quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso.”