“Il caffè è un amico, un amico che ti tiene sveglio, fa sta' più allegri e qualche volta evita i dispiaceri.”
“- Iside: Ma com'è tu moje?- Giacinto: Comprensiva.... basta menaje.”
“Ecco, ecco il miracoloeconomico, il boom edilizio... Vede? Sembra un cimitero, una città prefabbricata, una specie di carcere a vita. E noi stiamo ancora qui a discutere di piani regolatori... ”
“Io che non sono mai stato il servo di nessuno, sono diventato il servo della famiglia.”
“Accomodatevi donne! Comprate la mutandafrancese! Forti sconti a chi se la prova sul momento!”
“Signor giudice, l'uomo non è di legno...”
“- Vicina di casa: Senta, me levi 'na curiosità!- Ercole: Sì- Vicina di casa: A casa sua c'è qualcuno?- Ercole: Qualcuno? Mi scusi, ma non capisco.- Vicina di casa: Non è che ho pensato male eh, ma siccome mio marito j'è sembrato de vedè qualcuno dietro la finestra, ho detto... mah, sarà la madre, la sorella...- Ercole: E' strano perché io so' orfano e fijo unico signora...”
“[davanti al quadro della madre]- Carlo Alberto Rinaldo: Il poveropapà?- Fratello di Ornella: No! Questa è la mamma..- Carlo Alberto Rinaldo: Ah, è la... Bella donna!- Fratello di Ornella: Sì... aveva dei lineamenti un po' forti...- Carlo Alberto Rinaldo: Sì... no, scusa, non ti sarai mica offeso...- Fratello di Ornella: Ma figurati..- Carlo Alberto Rinaldo: No siccome, vedevo lì un'ombra... lì, sotto il naso...- Fratello di Ornella: No, sono proprio baffi.”
“Io quann'è giorno m'arzo, quanno è ora de magnà me metto a sede, e quann'è scuro me ne vado a letto. Pijo er precetto pasquale obbligatorio, non bevo, non bestemmio, non rompo li cojoni, e vojo bene a 'na donna che vò bene a n'artro. Faccio a rivoluzione?! Io me sputerebbe 'n faccia da me.”
“Conta prima la mimica, poi la parola: questo non lo insegna più nessuno.”
“Io vengo dal bestialismo. Il mio primo atto sessuale l'ho fatto con una capra: uno sfogo necessario e anche abbastanza comodo, perché la bestia non voleva essere pagata, né ti chiedeva se eri innamorato.”
“- Colombo: Ma come po' esse tutta 'sta cattiveria che ve portate dentro e de fori non se vede? Ma che c'avete?- Cesare: Ve posso risponde' co' 'na domanda? Voi chi siete? Voi, i preti, il PapaRe, che rappresentate?- Colombo: Diciamo... il potere?- Cesare: Sì, ma un potere che non esiste più. Voi farete pure questo processo per l'attentato alla caserma, ma in nome di quale legalità? In nome de che?- Colombo: In nome del PapaRe.- Cesare: Appunto. Perciò sapete che succederà in aula?- Colombo: No, nun lo so, dimmelo te.- Cesare: Che l'accusati diventeranno accusatori, e se rovesceranno le carte sur tavolino de la Storia.- Colombo: Embè, interessante, però non hai carcolato una cosa: er mazzo 'o famo noi, c'avemo tutti l'assi e, quanno nun ce l'avemo, baramo pure.”
“Tutti devono essere sapitori della splendosità di Giacinto!”
“L'unica è volesse bene. L'ideale sarebbe pure de volesse bene in due ma, siccome questo nun ze po' pretende', accontentamose: uno vo' bene e l'artro fa compagnia.”
“I calci sono sempre diversi, ma il culo è sempre il mio.”