“La cosa che è davvero difficile, e davvero sorprendente, è smettere di cercare la perfezione ed iniziare il lavoro per diventare te stesso.”
“L'aspetto più sublime della dignità dell'uomo non consiste solamente nel lavorare senza sosta al proprio sviluppo, ma anche nel cercare passo dopo passo ciò che egli è e che deve diventare.”
“Se vuoi evitare di vedere un cretino devi prima rompere il tuo specchio.”
“Bisogna credersi amato per credersi infedele.”
“Ti credi di essere il padrone del mondo e non hai neanche i baffi!”
“Sono un tizio che ama scrivere sceneggiature, da cui a volte mi capita di trarre dei film. Non sempre.”
“L’immagine di noi stessi non è affatto l’immagine che ci restituisce lo specchio, ma quella che ci rimanda il corpo sociale, le persone che amiamo, che stimiamo, quelle che ci riconoscono un valore; lo specchio che conta è lo specchio che ci restituisce la dignità del nostro essereuomini.”
“Siamo stati tutti dei gridi perduti nella notte.”
“Mi piacepensare a noi come a del Clearasil sul viso della nazione. Jim Morrison lo avrebbe detto se fosse stato furbo, ma è morto.”
“Bisognerebbe prendersi la responsabilità del modo in cui presentiamo noi stessi. Ma non dovremmo essere legati alla nostra apparenza, sia essa bella o brutta, perché non è una conquista.”
“Io sono nella vita esattamente come appaio in TV: un ignorante che si è fatto da solo.”
“Ho sempre guardato le cose dal punto di vista di quello sfavorito.”
“Non siamo più spensierati, ma atrocemente indifferenti. Sapremmo forse vivere, nella dolce terra: ma quale vita? Abbandonati come fanciulli, disillusi come vecchi, siamo rozzi, tristi, superficiali. Io penso che siamo perduti.”
“La stabilità aiuta a identificare; ma più importanti sono i contorni, le delimitazioni e – proseguendo su questo piano – le denominazioni. I nostri contorni sono gli altri e le loro diversità interroganti.”
I “noi” come edifici o come organismi sono la solidificazione opacizzata delle «immagini» con cui i “noi” inventano se stessi, per differenziarsi dagli altri e costruendo così, in maniera immaginativa, anche gli “altri”.