“Ho una gran paura di essere tubercolotico!”
“Ho un fratello di nome Peppino: io sono il primogenio, lui il secondogenio, ma è un cretino.”
“- Antonio Caponi: Giovanotto, carta, calamaio e penna, su! Scriviamo!...dunque, hai scritto?- Peppino Caponi: Eh, un momento, no?- Antonio Caponi: E comincia, su!- Peppino Caponi: [Fra sé e se'] Carta, calamari e penna...”
“Noi vorremmo sapere... per andare dove dobbiamo andare... per dove dobbiamo andare?”
“Punto! Due punti!...ma sì, fai vedere che abbondiamo... Abbondandis in abbondandum.”
“Milano è la capitale del Nord, noi sudisti stiamo sotto lo stivale.”
“[rivolto a Peppino]- Antonio Caponi: Non mi far perdere il filo... vi consolate dal dispiacere che avreta, che avreta, che avreta, già è femmina e va al femminile, perché lo dovete lasciare.- Peppino Caponi: Non so... perché che?- Antonio Caponi: Che è non so? 'Perché' è aggettivo qualificativo.”
“Noio volevons savuàr l'idriss.”
“Bisogna essere chiari, le parole sotto semaforo non mi convincono.”
“Adesso che siamo a Milano finalmente, vogliamo andare a vedere questo famoso Colosseo?”
“- Mezzacapa: A Milano quando c'è la nebbia non si vede!- Antonio Caponi: Ma come facciamo a capire che c'è questa nebbia se non si vede?!”
“- Mezzacapa: Certo, certo non è una città, vero il clima non è come qui da noi. Lì è un clima più rigido, eh, vento, neve..- Antonio Caponi: Freddo?- Mezzacapa: Freddo. Le bufère...- Antonio Caponi: Le bùfere.- Peppino Caponi: Ci sono? Le bùfere?- Mezzacapa: Eccome.- Peppino Caponi: Per la strada?- Antonio Caponi: Per la strada.- Mezzacapa: Per la strada, dappertutto.- Antonio Caponi: Capirai, entrano nei palazzi, salgono le scale... eh che ne so!”
“Per andare a Milano ci vogliono quattro giorni di mare, a meno di non andare a piedi.”
“[rivolto a Peppino]- Antonio Caponi: Sei pronto? Avanti scrivi, incomincia: 'Signorina...- Peppino Caponi: Dove sta la signorina?- Antonio Caponi: Ma che, è entrata una signorina? Va' avanti, animale, 'signorina' è l'intestazione autonoma della lettera.”
“Anche se è civile, la morte sempre morte è.”