Sto delineando il mio programmapolitico. È appena nato un nuovo partito. Il "Partito della gente che odia la gente". È così difficile farli organizzare, però: "Gente che odia la gente, unitevi!". "Ci sarà gente?". "Sì". "Allora non posso venire...".
“Chi ha conosciuto i propri accessi di odio − contro se stesso −, come fa a meravigliarsi dell'odio altrui?”
“Egli non ha un nemico al mondo - ma tutti i suoi amici lo odiano.”
“Facile è accordarsi nell'odio e nella negazione.”
“In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede.”
“Una madre non può affermare di odiare la propria figlia. Non si può dire.”