“Internet: trasformare la società e modellare il futuro attraverso le chat.”
“Agli stakeholder tradizionali si sono così affiancati nuovi soggetti (influencer o opinion leader) che, mossi dalla pura passione, dialogano con voce autentica e cristallina con i propri pari, stabilendo un rapporto di fiducia, in grado di influire sulle decisioni di acquisto e sull’immagine pubblica delle aziende.”
Il paradigma comunicativo è cambiato: non siamo più solo “oggetto” di comunicazione ma “soggetto” di questa.
Non può stabilirsi una correlazione perfetta tra numero di like e numero di “persone che ne parlano”. La prima metrica risponde a logiche di marketing ed è spesso legata a un investimentopubblicitario; la seconda, invece, risponde a logiche di community management ed è soprattutto legata a un investimento di tempo nella costruzione di relazioni.
Un corretto utilizzo dei media sociali non si improvvisa, ma richiede apertura al nuovo e tempo dedicato a “vivere la Rete” al fine di assorbirne le logiche di relazione e le grammatiche dei nuovi strumenti; insomma per comunicare in Rete bisogna “farsi Rete”.
“Le cose che la gente fa su internet non si può neanche chiamarle peccati, perché francamente sono di una noia mortale.”