“Se fossi costretto a rinunciare al mio dilettantismo è nell'urlo che vorrei specializzarmi.”
Quando il grido è tradotto in una forma radicale di domanda, quando il grido diventa domanda d’amore, domanda non di qualcosa, non di oggetto, ma di segno del desiderio dell’Altro, domanda della presenza presente dell’Altro, il soccorso dell’Altro estrae la vita dal suo “abbandono assoluto”, dall’inermità che accompagna la sua venuta al mondo.
“Sapete che ci sono quelle maschere per l'ossigeno sugli aerei? Non penso che ci sia davvero dell'ossigeno. Credo che servano per attutire le grida.”
“Urla più forte! C'è un uomo lassù al ventesimo piano, in coma, che non ha capito bene.”
“La gente parla sempre sull'onda delle emozioni, è sempre ad urlare. Anche questo è uno stile di vita.”
“Le lacrime sostituiscono talvolta un grido.”