“L’Italia ha avuto una storia di aiuti europei straordinaria.”
“In questo momento l’Italia la vedo molto incanaglita, molto aggressiva. La rabbia e la paura per quelle che sono le incertezze del momento che stiamo vivendo, si riflette poi in un sentimento di astio, di livore, di ferocia che si esprime anche nelle piccole cose.”
“Abbiamo un grave ritardo nell'aggiustamento ai grandicambiamenti degli ultimi 20 o 25 anni: l'apertura dei mercati e la globalizzazione, la demografia, la tecnologia. L'Italia ha fatto pochi investimenti per tener conto di tutto questo. Troppe imprese sono rimaste ferme nei vecchi modi di produrre.”
“C'è oggi nel mondo, non solo in Italia, una disperazione di vivere che sembra togliere, proprio ai più giovani, ogni possibilità, anche semplicemente storica, di lottare. Durante il fascismo c'era almeno risentimento, negli scrittori che la mostravano. Oggi ci sono occhi che nemmeno guardano, tanto li offusca stanchezza o pianto. Ma sono occhi, sono uomini. Sono una realtà con la quale dobbiamo pur fare i conti.”
“L’industria italiana non pensa a se stessa quanto alla propria comodità.”
“L’industria italiana non pensa a svilupparsi ordinatamente: alla ricerca, alla perfezione della propria organizzazione, dei propri prodotti, ad un confronto aperto e leale con il mercato, con la culturaindustriale, con l’università... pensa alla propria comodità, nel senso che esclude queste reali ipotesi di ricerca per restare nell’ambito dell’esercizio del comando e basta... Produrre quel che sa produrre, vendere quel che sa vendere.”