“Evitavo di discorrere con gli altri, e anche di salutare, perché le conoscenze, si sa, a cominciarle è niente ma poi si resta legati.”
“- È vero – chiese un giorno un padre a un anziano – che abba Serapione non vuol più venire a vivere nella tua cella?- È vero – rispose l’anziano. – E ne sono contento. Tu vivresti con un monacochiacchierone e lamentoso?Io no.- Neppure abba Serapione – disse l’anziano.”
“A una celebrazione liturgica, un padre tenne un’omelia. Al termine della sinassi, un anzianochiese a un altro:- Che cosa pensi di abba Marco come predicatore?- Mi è sembrato il nostro grande abba Antonio...- Ma abba Antonio non era predicatore!- Appunto.”
“- Perché sei sempre silenzioso, abba? – chiese un giovanemonaco ad abba Serapide.Rispose l’anziano:- Prima di tutto per disciplina interiore. E poi perché sono troppe le persone che parlano, parlano… sin che non han trovato qualcosa da dire.”
“Chiese un giovanemonaco ad Abba Filarete:- Perché lasci che quel fratello parli così a lungo con te?- Lo faccio per la sua salute. Se infatti un chiacchierone non trova almeno un ascoltatore in tutta la giornata, diventa roco…”
“In un cenobio, uno scrivano era di una grande lentezza. Un padre venne per un consiglio dall’igumeno:- Abba – gli disse – quel giovane scrivano è molto, molto lento. I padri che gli dettano i loro commenti alla Scrittura rischiano d’impazientirsi.- Affidalo allora a padre Eufrosimo, l’anziano che è balbuziente.”