“Essere o non essere fascista? Questo è il problema... Ignorare, morire di fame, oppure sfidare l'avversa fortuna e combattere?”
“Fra le tante distruzioni di cui il passaggio della pestilenza fascista è responsabile, si dovrà annoverare anche quella, non riparabile in pochi anni, del senso della legalità. [...] Per vent'anni il fascismo ha educato i cittadini proprio a disprezzare le leggi, a far di tutto per frodarle e per irriderle nell'ombra.”
“La Liberazione fu veramente come la crisi acuta di un morbo che finalmente si spezzava dentro il nostro petto, come lo strappo risoluto con cui il popolo italiano riuscì con le sue stesse mani a svellere dal suo cuore un groviglio di serpi che per venti anni lo aveva soffocato.”
“Alle prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946, questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori: il caos, la guerra civile, le lotte, le guerre, gli incendi.”
“I fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo.”
“In nome del popolo, noi imponiamo al servo di Hitler e ai suoi accoliti e manutengoli grandi e piccoli, a quelli del continente italiano e ai rinnegati che vivono tra noi e di noi, di ritirarsi dalla scena del mondo. [...] Le nazioni che combattono il fascismo sappiano che la Sicilia non fa causa comune coi banditi che scatenarono la guerra e che si ostinano a farcela combattere in loro difesa, conducendoci cinicamente allo sterminio. Siate pronti alla riscossa: il giorno della giustizia si approssima. Noi non ci troveremo tra i rei, ma tra i giudici.”