“L'aria è bella, ma non puoi vederla. È morbida, ma non puoi toccarla. L'aria è un po' come il mio cervello.”
“Secondo le statistiche, una persona su cinque è disturbata. Se ci sono quattro persone intorno a te che sembrano normali, non va bene.”
“Nelle scuole di cinema ti insegnano a scrivere una sinossi e a seguire un processo creativostandard che personalmente ritengo noioso. Io invece scrivo ogni giorno anche solo degli appunti e arrivo a raccogliere molto materiale e lo unisco.”
“In genere preferisco i film che pongono domande a quelli che danno delle risposte consolatorie.”
“Più invecchio e più divento curioso. Ho poche certezze, ma mi aumentano le domande.”
“Penso che la vita si ramifichi come la chioma di un albero, mentre una storia concepita per il cinema va nella direzione opposta, ovvero dalla chioma confluisce in unico punto rappresentato dalle radici.”
“Difficilmente trovo ispirazioni da qualcosa che leggo. Mi siedo alle dieci del mattino e scrivo per tre ore al giorno. All'inizio non sono molto ispirato, comincio lentamente senza sapere dove sto andando. Procedo molto per addizione e quando capisco che ho scritto due o tre volte la stessa scena, allora sento cosa può andare bene.”
“Se i commercianti si danno la mano, lo fanno per evitare che l'altro vada più veloce.”
“Uno dei segreti per lavorare bene l'ho imparato dall'esperienza con i non professionisti: devi spiegare tutto, parlare con le persone, non far sembrare il set lo studio di un dentista.”
“Chi non conosce la vita di Salinger, pensa che non uscisse, cosa che invece faceva.”
“Per ogni scena, set e personaggio ti chiedi come siano nella realtà. Il più delle volte, sono diverse da come le avevi immaginate.”
“[Su Rob Brown] Ho conosciuto molti attori che fanno questo mestiere da una vita, professionisti che hanno vinto premi, che non sono bravi come Rob Brown.”
“A me piace il sistema che si usa in Italia, amo il doppiaggio. Lo trovo una forma espressiva.”
“Cinepanettone è un'invenzione giornalistica, non nostra. E' un'etichetta che mi dà un po' fastidio, perché fa sembrare il film un prodotto da mangiare. E poi non tutti i film che chiamano cinepanettoni sono uguali. I nostri erano delle osservazioni di costume, mentre molti dei film di Natale successivi sono stati più farseschi, facili.”
Seguendo i set, dove negli anni successivi papà “Steno” mi portava appresso, vidi Totò. Era schivo, nobile, nella sua auto americana, con le tendine per non farsi vedere.