“Nessuno fa una domanda senza suggerire la risposta che desidera avere.”
“Vai contro Scilla, desiderando evitare Cariddi.”
“Isola mia nutrice fu Tiro,Gadara mi generò,antica patria fra le genti di Siria.Fui caro alle Muse,nacqui da Eucrates,io Meleagro che un tempocorsi a gara con le Grazie di Menippo.Se sono siriano, perché ti stupisci?Il mondo, o viandante, è la nostra patria,un solo Chaos ha generato tutti i mortali.Grave d'anni ho inciso queste paroleprima di giungere a morteperché chi ha per vicinala vecchiaia è prossimo ad Ade.Ma tu rivolgi il saluto al vecchio ciarlieroe possa tu pure giungere a una vecchiezza ciarliera.”
“Napoli, da questo strano cuore d'Italia che patisce, se lo si considera bene, di tutti i mali cardiaci, dell'aritmia, dell'iperestasia, dei ribollimenti subitanei e delle lunghe paci silenziose, da' battiti lenti, quasi malati.”
“La vidi là; vestita di rosa e seduta su una panchina respirando questa odorosa e leggera aria d'aprile... Che devo fare? M'avvicino?... Cuore mio! Con quanti baci ti vorrei salutare!...”
“Sono, solo solo, rincantucciato presso alla mia finestra e guardo, per le vetrate, nella via deserta ove son tutte chiuse le botteghe.”
“Da una terrazza di faccia a me e vi si disegna a carbonella il palo del telegrafo, irto di capovolti interrogativi che irraggiano a destra e a manca fili neri, i quali si vanno lontanamente a perdere.”
“Chi tene belli denare sempe conta, e chi tene bella mugliera sempe canta!”
“Il caffè, per acquaccia nera che sia, mi permette di studiare e di leggere fino a notte avanzata, e ciò mi fa bene, lasciandomi dimenticare, sviando il pensiero e interessandomi a qualche cosa fuori di me stesso.”
“Seguita la pioggia a borbottar nelle grondaie e lontano lontano muore un tintinnio di campanelle vaganti. Il cielo è grigio come la veste d'una monacella di questua.”
“Nobile ordigno di dentate rote lacera il giorno e lo divide in ore, ed ha scritto di fuor con fosche note a chi legger le sa: sempre si more.”
“Ciò che mi ti rende assai piú caroè ch’all’orror dell’aborrita morteio col tuo mezzo ad avvezzarmi imparo.”
“Celeste dono è la beltá, che scende ad invaghir qua giú l’umane mentide’ beni eterni, e a sollevarle al cielo.”
“Quella promessa hai proferito, o stolto,che la sí dolce libertá ti toglie.Laccio, che fuor che morte altri non scioglie,t’hai da te stesso intorno al collo avvolto;tu te medesmo a te medesmo hai tolto;Lidio, non sei piú tuo, sei della moglie.”
“ Triplicata unitá, trino indiviso son io che mi distinguo e son l’istesso; e mentre in tre persone io son impresso, io son tre, tre son uno, uno è diviso.”